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Durante la fase di pandemia da COVID-19, i CDC raccomandano agli ambulatori di posticipare procedure elettive, interventi chirurgici e visite non urgenti e dare priorità a procedure urgenti e di emergenza.

L’urgenza e l’indifferibilità di una procedura diagnostica è una decisione basata sul giudizio clinico e va considerata caso per caso.

Occorre considerare tutte le persone (operatori e pazienti) potenzialmente infette.

Di conseguenza, nel laboratorio è necessario rispettare e far rispettare il distanziamento sociale, limitare gli accessi in sala di attesa, rimuovere brochure, riviste o altri oggetti non necessari, stampare e rendere visibili le indicazioni standard per l’igiene respiratoria/tosse, distanziamento sociale (almeno 1 metro), ecc.
I pazienti in entrata devono essere muniti di mascherina chirurgica.
Occorre invitare tutti i pazienti a detergere le mani con apposito gel a base idroalcolica, utilizzando apposito dispenser in sala d’attesa.
Gli operatori al front office devono comunicare con i pazienti, mantenendo la distanza di almeno un metro, preferibilmente attraverso un divisorio protettivo trasparente (in vetro, policarbonato o plexiglas).
Occorre definire un numero massimo di persone in sala d’attesa, perché venga mantenuta la distanza di sicurezza di almeno un metro. 
Se la sala d’attesa non consente un’adeguata “distanza sociale”, si devono invitare i pazienti ad attendere all’interno del loro veicolo personale o all’esterno della struttura, dove possono essere contattati sul telefono cellulare quando è il loro turno. Questo può essere comunicato ai pazienti anche al momento della pianificazione dell’appuntamento.
Di particolare importanza è la corretta sanificazione degli ambienti, utilizzando prodotti a base di ipoclorito (candeggina per i pavimenti) e di alcol al 70% per le superfici (monitor, tastiere, ecc.) o prodotti equivalenti.

ANISAP CAMPANIA ha invitato l’Amministrazione Sanitaria a pubblicare apposito atto, in cui siano definite le procedure operative per la corretta gestione delle attività relative all’esecuzione dei TEST SIEROLOGICI COVID-19 (incluse le modalità di invio dei dati ed informazioni relativi ai pazienti alle ASL del territorio).